Storia

L'Erbario dell’Università della Tuscia, il cui nome completo è Museo Erbario della Tuscia, ha origine dalle raccolte effettuate negli anni '70 e '80 dello scorso secolo da Anna Scoppola la quale avviò le sue ricerche floristiche presso l’Università “La Sapienza” di Roma da dove nel 1984 si trasferì a Viterbo, all'Università della Tuscia. 

L’istituzione ufficiale dell’Erbario della Tuscia avvenne nel 1990, in seguito alla donazione di oltre 6.000 saggi dell’Erbario A. Scoppola al Dipartimento di Agrobiologia e Agrochimica (DABAC) su invito di Fabio Maggini, Direttore del Dipartimento, e di Gian Tommaso Scarascia-Mugnozza, Rettore. Essi auspicavano il successivo trasferimento dell'Erbario all'Orto Botanico il cui Direttore, Angelo Rambelli, considerava tale struttura come indispensabile complemento allo studio tassonomico, alla comprensione e all'utilizzo delle collezioni che avrebbero negli anni incrementato il patrimonio dell'Orto.   

Nel 1996 l'Erbario della Tuscia ottenne il riconoscimento ufficiale da parte della comunità scientifica internazionale con l'inserimento nell’Index Herbariorum sotto l’acronimo UTV.

Il 1998 segna una data importante nel processo di adeguamento dell’Erbario della Tuscia allo standard che i più importanti Musei Botanici italiani si apprestano a raggiungere alla fine del secondo millennio: prende il via la catalogazione informatica dei saggi archiviati a partire dagli anni '80; nel 2003 si conclude con l’informatizzazione di 22.000 saggi, grazie alla collaborazione di studenti e di personale part-time dell’Erbario tra cui, E. Scarici, M.R. Gallozzi, M. Piazzai, A. Rispoli, W. Mattioli, D. Filippi. Oggi la catalogazione procede regolarmente, con una media di 500-800 saggi all'anno.

Il software di catalogazione utilizzato è compatibile con tutte le piattaforme Microsoft® Windows a 32bit; la base dati è Microsoft® Access 2000/2002, compatibile con standard ODBC e SQL. La comunicazione tra interfaccia grafica e base dati avviene tramite ADO 2.7 e SQL.

La catalogazione consiste nella registrazione delle seguenti informazioni contenute nell’etichetta del saggio essiccato: - binomio latino della specie di appartenenza del campione ed eventuali sinonimi, - famiglia di appartenenza, - località di raccolta (località, comune, provincia, regione, eventuali coordinate), - ambiente di raccolta, - data di raccolta, - nome del raccoglitore (legit), nome del determinatore (determinavit), numero di fogli, - indicazioni su eventuali revisioni, scambi o donazioni, appartenenza a collezioni specifiche, note degli autori, pubblicazioni scientifiche collegate.

 

Nel 2003 è stato pubblicato il primo sito web dell’Erbario della Tuscia, che già permetteva l’accesso alla ricerca dei campioni nel database e la visualizzazione di un elevato numero di immagini di saggi archiviati. Questo sito è rimasto attivo fino al 2012. 

Dopo un lungo periodo non favorevole legato sia ad una generale disattenzione da parte delle Istituzioni accademiche che alla mancanza di personale e di spazi adeguati, Anna Scoppola si convinse che l'Erbario, di cui era responsabile scientifico, potesse esplicare in modo più adeguato la propria funzione appoggiandosi all’autonomia di personale, di spazi, di amministrazione e di contabilità del Centro Interdipartimentale dell’Orto Botanico (COB), e grazie all'interessamento di Silvano Onofri (Direttore del Centro dell'Orto Botanico) nel 2008 l’amministrazione dell’Erbario venne trasferita presso il COB.

Insieme all'Orto Botanico, alla Banca del Germoplasma e ad altri musei e collezioni dell'Università, dal 2009 l'Erbario della Tuscia afferisce al Sistema Museale di Ateneo, struttura di coordinamento che promuove la tutela e la valorizzazione del patrimonio architettonico dell'Ateneo e delle sue collezioni storiche, demo-antropologiche, scientifiche e artistiche, nell'intento di favorire lo svolgimento dei compiti istituzionali, di ricerca scientifica, di promozione della cultura, di conservazione, restauro, catalogazione, incremento, ostensione e valorizzazione delle collezioni medesime. Obiettivo dello SMA è la progressiva integrazione del complesso dei Musei, Archivi e Collezioni scientifiche universitarie (vera memoria storica dell'Ateneo), allo scopo di garantire l’utilizzazione ottimale delle risorse, e di costruire un itinerario ideale che colleghi le multiformi espressioni della memoria storica e della ricerca in atto.

A partire dal 2012, in seguito alla disattivazione del Centro dell'Orto Botanico, l'Erbario è confluito, insieme alle altre due strutture di conservazione, sotto l'amministrazione dell'Azienda Agraria didattico-sperimentale "Nello Lupori" dell'Ateneo.

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